Considerazioni su Pillar Due e Befit
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Questo documento analizza l'impatto e le implicazioni del Pillar Due (tassa minima globale), adottato dalla UE con la Direttiva del 14 dicembre 2022, e in fase di attuazione in diversi altri paesi. Tuttavia, alcuni grandi attori come Stati Uniti, Cina e India non hanno aderito erecentemente gli Stati Uniti, con la nuova amministrazione, hanno preso una posizione nettamente contraria: in particolare hanno minacciato ritorsioni contro le imposte "extraterritoriali" che colpiscano le aziende statunitensi.
Sebbene il Pillar Due miri a contrastare l'arbitraggio fiscale e ad aumentare le entrate, la sua efficacia può risultare limitata dal potenziale spostamento della concorrenza fiscale su altre forme di imposizione. Inoltre, i costi amministrativi dicompliance, molto alti, potrebbero inizialmente superare le entrate fiscali aggiuntive, inferiori alle aspettative.
Il documento propone una revisione del BEFIT (Business in Europe: Framework for Income Taxation), per semplificare la base imponibile comune, avvicinandola il più possibile alle risultanze del Pillar Due, e ridurre così i costi di compliance, in sintonia con la strategia di decluttering. Un BEFIT semplificato e razionalizzato, ben coordinato con il Pillar Due, ridurrebbe drasticamente i costi amministrativi, creerebbe condizioni di parità, contrasterebbe l'arbitraggio fiscale, aumenterebbe le entrate, favorirebbe l'integrazione intra-UE e migliorerebbe il funzionamento del mercato interno. Di conseguenza, migliorerebbe la competitività dell'economia europea.
Infine, nello scenario dell’attuazione del Pillar Due e dell’istituzione di Befit,il documento sostiene l’opportunità dell'istituzione di una Agenzia Fiscale Europea per rafforzare la cooperazione amministrativatra gli Stati membri, assicurare lo scambio efficiente di informazioni e l'applicazione coerente delle norme, e risolvere le controversie.